Le canzoni tristi piacciono ogni volta di più

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I musicisti di oggi sono più depressi e arrabbiati di quelli degli anni ’50? O la gente ama sempre più canzoni che trasmettono tristezza e rabbia? Qualunque sia il motivo, i testi delle composizioni che trionfano tra il pubblico di oggi sono molto più negativi che in passato.

E’ quanto afferma uno studio condotto da Kathleen Napier e dal professor Lior Shamir, entrambi della Lawrence University of Technology (Michigan, USA), che ha analizzato i testi di oltre 6.000 canzoni di musica popolare -intesa come la musica che viene ascoltata dal grande pubblico: rock, pop, hip-hop…

Napier e Shamir hanno studiato tutte le parole delle canzoni incluse dal 1951 al 2016 nella Billboard Hot 100, una hit list statunitense che calcola la classifica di ogni canzone in base alle vendite degli album, alla radio e all’attività di streaming. Lo hanno fatto applicando un’analisi automatica dei sentimenti per associazione: ogni parola o frase è legata ad un insieme di sentimenti e stati d’animo che esprime. La combinazione di tutti indica il tono e la sensazione generale della canzone. In questo modo si media la presenza generale di un particolare sentimento nel set di canzoni dello stesso anno e, confrontando i dati con quelli degli altri anni, si può stabilire una tendenza.

Le canzoni con testi tristi o pieni di rabbia sono cresciute progressivamente dagli anni ’50 ad oggi

Secondo i risultati della ricerca, pubblicata sulla rivista accademica Journal of Popular Music Studies, la popolarità delle canzoni che esprimono felicità è diminuita notevolmente nel tempo. “Gli appassionati di musica negli ultimi anni preferiscono canzoni con testi tristi e arrabbiati, che erano molto meno popolari negli anni ’50 e ’60”, dice Shamir.

Il sentimento che è cresciuto di più tra le canzoni popolari è la rabbia, seguita da paura, tristezza e disgusto. Ma è forse, come abbiamo chiesto all’inizio, che gli artisti sono sempre più arrabbiati e pessimisti o sono i gusti del pubblico quelli che sono cambiati? I ricercatori sottolineano che, poiché lo studio copre solo le canzoni di maggior successo, ciò che riflette è la seconda cosa: ciò che è cambiato sono le preferenze degli ascoltatori.

Queste tecniche utilizzate per analizzare automaticamente le sensazioni espresse da migliaia di file di testi sono utilizzate anche dalle aziende per analizzare le indagini di customer satisfaction e le pubblicazioni sui social network. Prima di realizzare questo studio sulla musica popolare, Napier aveva lavorato sull’analisi di testi di tuits politici e di letteratura classica.

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