Il primo robot che aiuta come un essere umano

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Un team di esperti dell’Imperial College London (UK) ha creato un nuovo sistema robotico che utilizza la teoria dei giochi, permettendo al robot di imparare come e quando aiutare un essere umano.

L’ultimo decennio ha visto i robot lavorare sempre più spesso con gli esseri umani, sia nelle fabbriche, su dispositivi di assistenza per persone con disabilità fisiche, o nel campo della chirurgia. Tuttavia, attualmente i robot non possono reagire in modo personalizzato ai singoli utenti, il che limita la loro utilità agli esseri umani.

Ora, il professor Etienne Burdet e il suo team hanno sviluppato il primo sistema robotico interattivo che impara dal comportamento dell’utente umano e lo usa per prevedere i suoi prossimi movimenti. Gli esperti hanno creato un sistema di programmazione robotica reattiva che consente al robot di apprendere continuamente i movimenti dell’utente umano e di adattare di conseguenza i propri movimenti.

“Osservando come gli esseri umani interagiscono fisicamente l’uno con l’altro, ci rendiamo conto che hanno molto successo grazie alla loro capacità unica di comprendere il controllo degli altri. Applichiamo un principio simile al design dell’interazione uomo-robot”, spiega Burdet. La ricerca, condotta in collaborazione con l’Università del Sussex e la Nanyang University of Technology di Singapore, è stata pubblicata sulla rivista Nature Machine Intelligence.

Questo robot sarà utilizzato per la neuroriabilitazione assistita da robot e la guida condivisa in veicoli semiautonomous

Normalmente, gli esseri umani possono controllare i robot solo utilizzando tecniche abbastanza semplici, sia in modalità “master-slave”, dove il robot riproduce o amplifica il movimento umano, come con un esoscheletro, o dove il robot non considera affatto l’utente umano, come nella riabilitazione. Gli esseri umani sono imprevedibili e cambiano continuamente i loro movimenti, rendendo difficile per i robot prevedere il comportamento umano e reagire in modo utile. Questo può portare ad errori durante il completamento delle attività.

I ricercatori si sono prefissati di esaminare come un robot a contatto dovrebbe essere controllato per fornire una risposta stabile e appropriata ad un utente con comportamenti sconosciuti ad attività come l’allenamento sportivo, la riabilitazione fisica o la guida.

“Consentendo al robot di identificare il comportamento dell’utente umano e sfruttare la teoria dei giochi per consentire al robot di reagire in modo ottimale a qualsiasi utente umano, abbiamo sviluppato un sistema in cui i robot possono lavorare in maggiore armonia con gli esseri umani”, conclude Yananan Li, coautore dello studio. Rimani su Scoprire, per trovare, ogni giorno, notizie su animali, cucina, curiosità, gadget, stile di vita, mistero, mondo, nerd e molto altro ancora.

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